Messaggio di Natale del Vescovo

Carissimi Fratelli e Sorelle amati da Dio, si conclude con il Natale del Signore Gesù, nostra unica speranza, il percorso impegnativo e fecondo del cammino dell’Avvento. Insieme abbiamo acceso le luci del silenzio, del cammino nella speranza, della gioia, della invocazione e della gratitudine che hanno rischiarato, nell’attesa dell’Incontro, il nostro cuore e la vita. Abbiamo insieme invocato il Signore che viene tra noi, nella nostra non facile quotidianità, alimentando il desiderio della Sua presenza con la preghiera che orienta a Lui lo sguardo, non per distoglierlo dalle vicende talvolta complesse e sofferte, ma per poterle leggere con lo sguardo del Suo amore provvidente che dona conforto nel cammino: fa’ o Signore che intensamente ti desideri; desiderandoti ti cerchi; cercandoti ti incontri; incontrandoti ti ami; amandoti ti segua!

Nella invocazione sperimentiamo, infatti, la trasformazione del cuore: dalle situazioni di bisogno che spingono a pregarlo, a chiamarlo nella nostra fatica del vivere, si passa alla condivisione consolante di un Amore di cui si sperimenta l’efficacia in un nuovo modo di leggere la vita e le sue vicende. Se è definita la prospettiva del nostro procedere verso di Lui, bisognosi come siamo di quel conforto che sottrae dalla solitudine nell’affrontare le difficoltà, nel Suo Natale è svelata la Sua prospettiva, quella dell’Amore incondizionato che, nella fede, lascia subito intravedere l’Amore crocifisso per noi. Il Dio trino ed unico, nell’Incarnazione del Verbo, mostra l’evidenza dell’Amore quale risposta alla paura del mondo, alle ansie e preoccupazioni che generano lo sguardo dell’incertezza e della preoccupazione. Nell’incontro con il Verbo umanato, ognuno può riconoscere che «il suo amore per me ha umiliato la sua grandezza, si è fatto simile a me perché io lo riceva, si è fatto simile a me perché io di lui mi rivesta. Ha preso la mia natura perché io lo comprenda, il mio volto, perché io da lui non mi distolga» (Anonimo del II secolo, Dalle Odi di Salomone).
Il Dio amante della sua creatura si è fatto simile a me, è entrato nella mia vita, nella difficoltà del cammino e in questa sua presenza chiede di accoglierlo per rivestirsi della sua forza, rivestirsi di Lui nell’affrontare le controverse sorprese del quotidiano. Possiamo riconoscere nella sua Parola il modo con cui rileggere realmente le vicende e riconoscendone la vicinanza lo sguardo non si distolga mai da Lui, soprattutto nella prova. Ognuno può invocarlo perché ha condiviso fino in fondo la nostra umanità, attraversata da fragilità e bisogni: è una certezza, questa, che non deve mai abbandonarci. Dobbiamo essere grati per questa compagnia di Dio con la lode di Efrem il Siro nel III Inno sulla Natività: «Benedetto l’infante, che oggi ha ringiovanito l’umanità. Benedetto il frutto, che ha chinato sé stesso verso la nostra fame. Benedetto il buono che in un istante ha arricchito tutta la nostra povertà e ha colmato la nostra indigenza. Benedetto colui che è stato piegato dalla sua misericordia a prendersi cura della nostra infermità».
Carissimi Fratelli e Sorelle, nel Natale di Gesù rendiamo acuto lo sguardo interiore e scopriamo la vicinanza di Dio, il suo essere sempre con noi e tra noi: non dobbiamo aver timore di riconoscere questo amore che si dona e ci sostiene; dobbiamo lasciare sempre un posto nel cuore, tra le tante preoccupazioni, alla concretezza di questo amore che guida nel vivere svelandone l’essenziale, il senso e il valore in ogni condizione e situazione. La consolante sensazione di essere amati e sostenuti da Dio, trino e unico, matura nella fiducia e nell’affidamento. È necessario fidarsi di Dio, della certezza del suo amore rivelata nel Figlio fatto uomo per noi, della sua pedagogia dell’amore che chiama ad una intimità reale e profonda con la sua Parola, divenuta carne: «Dio, vedendo il mondo sconvolto dalla paura, interviene sollecitamente per richiamarlo con l’amore, invitarlo con la grazia, trattenerlo con la carità, stringerlo a sé con l’affetto» (Pietro Crisologo, Disc. 147). Sono questi i tratti di un Amore che attrae e coinvolge: sottrae dalle paure del mondo con l’Amore che riporta il cuore a Lui; invita attraverso i suoi doni come condizioni di un nuovo sguardo; trattiene con amorevole cura per riconsegnare equilibrio e serenità nelle vicende che travolgono e oscurano sentimenti e pensieri; stringe a sé in un abbraccio che dona sicurezza e trasmette le vibrazioni di un Amore che ridisegna la vita.
Il Santo Natale è l’abbraccio di Dio che coinvolge e avvolge; in esso possiamo riconsegnarci alla vita con rinnovata fiducia e con la consolazione della Sua Presenza in noi e tra noi. Se tanto ha amato noi sue creature, al punto da donarci il Figlio, nato per noi, in questo Amore dovrà essere riconsiderata tutta la nostra vita e vivere alla sua presenza. Ancora il Crisologo sottolinea: «O uomo, perché hai di te un concetto così basso, quando sei tanto prezioso per Dio? Perché mai, tu che sei così onorato da Dio, ti spogli irragionevolmente del tuo onore? Perché indaghi da che cosa sei stato tratto e non ricerchi per qual fine sei stato creato? Tutto questo edificio del mondo, che i tuoi occhi contemplano, non è stato forse fatto per te?». Non dobbiamo snaturare questo sguardo dell’Amore rivelato nella semplicità umana dello sguardo con cui il Figlio la guarda: la vita, con la trama delle sue condizioni, è un dono di cui dobbiamo essere sempre e comunque grati a Lui, in ogni circostanza. Se avvertiamo e riconosciamo l’abbraccio affettuoso di Dio, in Cristo, nella Parola e nella Eucarestia, sarà sempre possibile trovare la luce della speranza anche nelle vie più buie del nostro cammino. Lasciamoci attrarre dall’Amore incarnato e nel suo abbraccio incondizionato procediamo con fiducia, avendo cura di noi stessi, guardando con nuovi occhi coloro che condividono la nostra vita: sarà la grazia dell’Amore che ci sosterrà nei giorni che il Signore disporrà per noi.
L’abbraccio di Dio e la mia preghiera per tutti voi, ma soprattutto per gli ammalati e per chi ha perso fiducia nel vivere, saranno consolazione e conforto nel cammino. Santo e sereno Natale.

Viterbo, 25 dicembre 2025
+ Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo




Chiesa Cattedrale “San Lorenzo”: celebrazioni del Natale presiedute dal Vescovo

Le celebrazioni del Natale presiedute dal Vescovo nella Chiesa Cattedrale “San Lorenzo” a Viterbo.




Il Vescovo ha ricevuto i vertici di Confartigianato imprese Viterbo e di Coldiretti

Nella mattinata di oggi, giovedì 18 Dicembre, il Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza ha ricevuto i vertici di Confartigianato imprese Viterbo e di Coldiretti.

“La statuina di quest’anno – sottolinea il Presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli – rappresenta la capacità degli imprenditori artigiani di costruire comunità attorno al lavoro, promuovendo integrazione, rispetto e collaborazione”.

Come tradizione è stata donata al Vescovo di Viterbo la statuina che viene collocata nel presepe del Palazzo Vescovile di Viterbo dal presidente e dal segretario di Confartigianato Viterbo, Michael Del Moro e Andrea De Simone, e dal vicepresidente e dalla dirigente di Coldiretti Viterbo, Claudio Pagliaccia e Sonia Pesci.

“Le statuine verranno donate su tutto il territorio nazionale e consegnate ai Vescovi delle Diocesi italiane. Il Presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, includere, è la famiglia. Con la spinta delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti, con il patrocinio della “Fondazione Fratelli tutti” e Avvenire, vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile. Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù, ma attraverso i suoi personaggi serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi insieme al Bambinello troviamo fra gli altri, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori, pastori e gli animali. Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi mestieri. Nel 2020 la statuina rappresentava i valori della solidarietà durante il Covid, nel 2021 l’innovazione digitale, nel 2022 la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, nel 2023 la formazione e l’apprendistato, nel 2024 la qualità del cibo made in Italy.”
(Dal comunicato di Confartigianato imprese)

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Il Vescovo ha presieduto la Celebrazione Eucaristica presso il Complesso di Villa Immacolata in occasione del Santo Natale

Nella mattinata di oggi, il Vescovo Orazio Francesco Piazza ha presieduto la Celebrazione Eucaristica presso il Complesso di Villa Immacolata in occasione del Santo Natale.
Nella struttura, oltre ai malati e al personale sanitario di riabilitazione, sono presenti anche gli studenti al Corso di Laurea triennale abilitante in Fisioterapia, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Facoltà di Medicina e Chirurgia), un percorso di 3 anni.
Una rappresentanza di loro era presente alla Messa del Vescovo.




“Natale Insieme”, istituzioni e autorità alla cena ospitata nella mensa Caritas per gli auguri di Natale 2025

Si è tenuta giovedì 12 dicembre, nella mensa Caritas di via San Leonardo a Viterbo, la cena-incontro per il Natale 2025. “Un momento di condivisione e fraternità, pensato per celebrare il Natale con spirito di comunità e solidarietà”, recitava l’invito rivolto ai rappresentanti delle istituzioni e a quelli delle forze dell’ordine del Viterbese.

Con il Vescovo, Orazio Francesco Piazza, a fare gli onori di casa erano presenti il prefetto Sergio Pomponio, la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia, Alessandro Romoli. Insieme ai tavoli per la cena, con alcuni degli ospiti del dormitorio Caritas, anche il questore Luigi Silipo; il comandante del nucleo operativo provinciale Carabinieri, tenente colonnello Emilio Miceli; il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Carlo Pasquali; il comandante dei Vigili del fuoco, Mauro Caprarelli.

Presenti inoltre il dirigente amministrativo del Tribunale di Viterbo, Paolo Stavagna; il segretario Uil lavoratori in agricoltura, Antonio Biagioli;  la responsabile dell’Ufficio esecuzioni penali esterne, Paola Danesi; Sara De Luca per la Cisl Viterbo; Elena Innamorato per la Croce Rossa viterbese; il direttore amministrativo Asl Viterbo, Simona Di Giovanni.

Alle parole di benvenuto del direttore della Caritas viterbese, Luca Zoncheddu, che ha presentato gran parte della “squadra” di operatori e volontari che animano la struttura, è seguito il saluto del Vescovo con la sua benedizione. “Agli auguri che ci facciamo per le festività – ha detto monsignor Piazza – e al ringraziamento alla Caritas per il lavoro che fate ogni giorno, che si vede in tante piccole cose. Per quanto possiamo fare piccole cose, cara sindaca Frontini, dobbiamo esser convinti che se ci mettiamo il cuore anche quelle hanno grande valore. Crediamo che mettendo insieme tutte queste piccole opere, possiamo rispondere a tante necessità. Ma senza cadere nell’ansia di non poter far tutto, perché non potremo mai fare tutto. Quello che facciamo, facciamolo bene”.

E’ poi seguita la parte conviviale dell’incontro, con la cena elaborata e presentata dai cuochi e assistenti di cucina della mensa Caritas, tutti volontari come tutti quelli che si alternano, ogni giorno, per fornire pasti a quanti ne hanno bisogno perché affrontano momenti di difficoltà della propria vita.

I numeri della Caritas di Viterbo

I dati forniti dal bilancio sociale della Caritas diocesana, aggiornati al 2024 ma in linea con quelli del 2025 (in corso di rendicontazione), fotografano il volume delle attività e dei servizi svolti attraverso la cooperativa Carità Coop.

Per il sostegno alle persone il riferimento è il Centro d’ascolto (logo: Prendersi Cura), che nell’anno precedente ha fornito orientamento e segretariato sociale a 137 persone, ne ha supportate 71 con un progetto di accompagnamento, fornito consulenza burocratico-amministrativa e legale a 55 persone. Ma soprattutto, ha incontrato 837 persone per verificare e indirizzare le loro richieste di aiuto e sostegno.

Significative le cifre che arrivano dalla Mensa (logo: Manna), che nel 2024 ha fornito 25.342 pasti, compreso le cene per gli ospiti del dormitorio, con una media di 70 pasti/giorno. Così come quelle del centro di ospitalità notturna (logo: La Tenda), che nel 2024 ha accolto 112 persone – 32 italiani e 80 stranieri – per 3.384 pernottamenti totali.

Da sottolineare che le voci di costo affrontate per l’operatività di mensa e dormitorio hanno toccato la cifra di 179.589 euro; tra queste, ben 53.584 hanno riguardato la spesa per il cibo e 18.628 i costi per le utenze. A titolo di informazione, i contributi totali, pubblici e privati, arrivati alla Caritas di Viterbo nello scorso anno sono stati di 364.989 euro.    

A queste attività, la Caritas di Viterbo affianca da tempo anche il progetto di Co-housing (logo: Abitiamo), che promuove la formazione universitaria di alcuni giovani, offrendo loro la possibilità di vivere insieme in una realtà di condivisione, accoglienza e servizio, In cambio dell’ospitalità ricevuta, gli studenti mettono a disposizione il loro tempo per affiancare le attività e i servizi della Caritas.

“Un attività che vi fa onore e che apprezziamo – ha detto ieri il Vescovo agli studenti presenti in mensa – ma io soprattutto vi voglio vedere laureati. Vi seguo da  vicino, aspetto i vostri risultati”.

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Nasce in Diocesi L’OSSERVATORIO TERRITORIALE frutto della collaborazione fra Diocesi, Università della Tuscia

DIOCESI DI VITERBO
Ufficio Comunicazioni Sociali

COMUNICATO STAMPA
NOTA n° 12 del 09 Dicembre 2025

Martedì 9 Dicembre, l’inaugurazione presso il rettorato dell’Università della Tuscia
NASCE IN DIOCESI L’OSSERVATORIO TERRITORIALE
Frutto della collaborazione fra Diocesi, Università della Tuscia
ed enti locali dell’Alta Tuscia.

È stata una mattinata intensa, quella, che si è vissuta nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli studi della Tuscia, a Viterbo.

Alla presenza della Magnifica Rettrice Tiziana Laureti, è stato inaugurato, da S.E. Mons Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, l’Osservatorio sul rapporto tra Ambiente, Ruralità e tradizioni popolari dell ‘Alta Tuscia Laziale.

Unico nel panorama nazionale, come spiega il Presidente don Enrico Castauro, l’Osservatorio è il risultato di un cammino durato un anno; approdato ad un accordo ufficiale tra il Dipartimento DAFNE, dell’ Università della Tuscia, Diocesi e Sindaci della Comunità Montana.

L’osservatorio vede, inoltre, la partescipazione dei presidenti e direttori delle Riserve Naturali del Monte Rufeno e dell’ Amone.

L’obiettivo sarà l’osservazione, lo studio e la sintesi dei fenomeni sociali dell’Alta Tuscia nella prospettiva di trovare nuovi percorsi, per rispondere a tutti quei cambiamenti, che il territorio sta affrontando.
Le sfide, che i veloci cambiamenti sociali pongono alla comunità Ecclesiale e Civile, non possono non interrogare il mondo della ricerca, quale strumento idoneo e opportuno a elaborare strategie e risposte, che si fanno sempre più necessarie, per conservare, valorizzare e promuovere, l’immenso patrimonio di risorse naturalistiche, agroalimentari e di religiosità, che caratterizzano e descrivono le popolazioni dei comuni e comunità interessate dall’osservatorio.

Presenti le più alte cariche istituzionali del Territorio, insieme ai sindaci, chiarissimi professori, associazioni di settore; tantissimi sono stati gli intervenuti all’evento, che vede dare alla luce un esempio, singolarissimo, di sinodia, in vista del bene comune.

 

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Chiusura Giubileo in Diocesi: domenica 28 dicembre ore 17.00

Chiusura Giubileo in Diocesi, ore  17.00 Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza.

Tutte le comunità e le realtà ecclesiali della diocesi sono invitate a partecipare.

 




Giornata Mondiale del Malato 2026: celebrazione presieduta dal Vescovo ore 15.30 Santuario Basilica S.M. della Quercia

Papa Leone XIV ha scelto il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che sarà celebrata l’11 febbraio 2026, anno solenne: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

Il bollettino diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede informa inoltre che la Giornata, che quest’anno avrà carattere solenne, sarà celebrata a Chiclayo, in Perù, diocesi in cui ha svolto il suo ministero episcopale Papa Leone XIV.

Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l’amore prendendosi cura dell’uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell’amore verso il prossimo: l’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell’isolamento e della solitudine.

La Giornata Mondiale del Malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.

Con la celebrazione solenne di Chiclayo, la Chiesa universale guarda all’America Latina e alla sua ricca tradizione di solidarietà. Come il buon Samaritano che si china sul ferito lungo la strada, anche la comunità cristiana è chiamata a fermarsi davanti a chi soffre, a farsi testimone evangelica di prossimità e di servizio verso i malati e i più fragili.

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Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha benedetto tutti i piani della Cittadella della Salute a Viterbo

2 dicembre 2025. Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha benedetto tutti i piani della Cittadella della Salute a Viterbo, portando parole di speranza, ha invitato alla corresponsabilità e condivisione, a rinnovare la passione e l’ entusiasmo nel lavoro e soprattutto l’unione e la solidarietà tra colleghi, inoltre a servire e dare il meglio che si può alle persone che usufruiscono dei servizi sanitari. Presenti il Cappellano dell’ospedale don Dante, il Vicario episcopale di ambito don Claudio Sperapani, il direttore ufficio diocesano pastorale della salute don Gianluca Scrimieri.

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Lettera Avvento 2025 del Vescovo alle Comunità

Carissimi Fratelli e Sorelle, amati da Dio, questo è l’invito di un Anonimo del IX sec., nel I Sermone sull’Avvento, rivolto a tutti noi per avviare il cammino dell’Avvento in preparazione al Natale del Signore Gesù, nostra unica speranza. È un itinerario spirituale che si colloca, come tappa finale, nell’Anno giubilare che stiamo insieme vivendo. Più vicina è la visita dell’Ospite e più intensa diviene la cura della casa per accoglierlo degnamente. Se le controverse vicende del mondo, le situazioni problematiche e sofferte più prossime inducono a pensieri negativi e sfiduciati, l’attenzione e la disposizione del cuore verso
il Cristo che viene alimentano al contrario il realismo e la lucidità della speranza che non delude. Ilario di Poitiers suggerisce la domanda decisiva per misurare la concretezza di questa disposizione interiore e la volontà di operare scelte conseguenti: «chi attendo? Chi sto aspettando? Perché, se attendiamo il Signore non saremo confusi nella nostra attesa, perché il Signore che viene non delude»…

Lettera Avvento Vescovo