Messaggio per la Quaresima 2023: intervista al Vescovo Orazio Francesco Piazza
Intervista al Vescovo Orazio Francesco Piazza per il Messaggio per la Quaresima 2023.
Intervista al Vescovo Orazio Francesco Piazza per il Messaggio per la Quaresima 2023.
Carissimi Fratelli e Sorelle, amati da Dio, Uno e Trino.
Il tempo quaresimale è opportunità di grazia per ritrovare equilibrio nel cuore e riconsegnare senso alla vita: su tale sentiero ci indirizzano le parole del profeta Isaia. Sono parole che a partire dall’evidenza della fragilità umana, segnata da complessità e difficoltà, da errori e lacerazioni, orientano, in positivo, verso una rinnovata consapevolezza: «Fra le tenebre brillerà la tua luce». Per essere riverbero di luce nelle tenebre è necessario però rendere trasparente il cuore ripulendolo da incrostazioni, svuotandolo da elementi che lo inquinano. Ci aiuta l’immagine molto cara ad Agostino: non si può mescolare in un recipiente aceto e miele; ne nasce il disgusto e la repulsione! Bisogna svuotare il recipiente dell’aceto, ripulirlo e poi riempirlo di miele. Solo allora si potrà gustare tutta la vera dolcezza di questo alimento che dona energia e vitalità. Sappiamo bene che spesso il nostro cuore è colmo di molto aceto: asprezze, amarezze e disgusto, che inquinano tutto il corpo, indebolendolo; bisogna ripulirlo! Per questo è necessaria un’ascesi personale, un impegno serrato, per creare le condizioni opportune a dare qualità al cuore e alla vita.
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Il Vescovo Orazio Francesco, presiederà alle ore 21 di mercoledì 22 febbraio, la celebrazione eucaristica con il rito di imposizione delle ceneri nella Cattedrale “San Lorenzo” a Viterbo. Al rito che segnerà l’inizio del tempo quaresimale parteciperanno i parroci delle parrocchie della città, le comunità religiose e i fedeli.
Veglia di preghiera venerdì 3 marzo ore 21.00 presso il Santuario di Santa Rosa a Viterbo. Organizzata dalla Pastorale Giovanile, Vocazionale e Familiare con la benedizione dei fidanzati, presieduta dal Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza.
La celebrazione della XXXI Giornata Mondiale del Malato, che ricorre l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità.
Nel pomeriggio al Santuario Basilica Santa Maria della Quercia, il Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza ha presieduto la solenne celebrazione preceduta dalla recita del Santo Rosario.
La giornata promossa dall’Ufficio Diocesano di Pastorale della Salute in collaborazione con la Sottosezione Unitalsi Viterbo con le dame e i barellieri, ha visto la presenza del Vicario Generale don Luigi Fabbri, dall’Assistente Spirituale dell’Unitalsi don Gianluca Scrimieri, dai diversi sacerdoti della diocesi, dalle rappresentanze delle RSA del territorio, dai malati e dal Sovrano Militare Ordine di Malta.
“Mettiamoci davanti alla Croce, ha evidenziato il Vescovo nell’omelia, come Maria per giungere alla salvezza. Rivolgiamoci a Lui, in particolare gli ammalati e coloro che si dedicano a cuore aperto e affettuoso all’attenzione e dedizione al servizio, perché affetto significa legame.
La condivisione trasforma la vita, ha proseguito, non la toglie, la rende terreno fecondo. Quando si vive l’esperienza della sofferenza cadono tutti i fronzoli, tutte le cose superficiali e si arriva all’essenziale. Nel dono della condivisione, ha concluso il Vescovo, non solo l’ammalato, ma anche per chi assiste, è chiamato a rispondere a questa vocazione”.
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Lunedì 6 febbraio presso l’episcopio, il Vescovo Orazio Francesco ha ricevuto una delegazione della comunità islamica di Viterbo.
Un incontro di conoscenza all’insegna della familiarità e della semplicità e arricchito da cortesia e stima reciproca.
Erano presenti Mohamed Kdib presidente dell’Associazione Islamica di Viterbo, insieme a Hachemi Ahmed Nedir vice presidente, Katucci Gezim segretario e al diacono Giampaolo Noto Nani’ direttore dell’ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della diocesi.
Il vescovo ha espresso la volontà di incontrare la comunità islamica per l’inizio del Ramadan del 23 marzo che vedrà arrivare nel capoluogo i fratelli islamici da tutta la provincia.
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FESTA di SANTA ROSA – DIES NATALIS
“Una voglia di poter amare la vita, di poterla affrontare con determinazione” le parole del Vescovo Piazza per la Giornata della Vita.
Nel pomeriggio di domenica 5 febbraio, il Vescovo Orazio Francesco ha preso parte all’annuale Concerto per organo in occasione della Giornata Nazionale per la Vita.
Il monumentale organo a canne collocato nella Chiesa della Verità a Viterbo, magistralmente suonato dal maestro Ferdinando Bastianini, ha visto la partecipazione come sempre di tanti amici che hanno voluto manifestare la loro adesione al valore della Vita.
Il concerto, promosso tradizionalmente dal Movimento per la Vita di Viterbo, ha rappresentato una occasione unica di riflessione sulla vita attraverso brani musicali di vari e celebri autori che con la musica hanno sempre manifestato la metafora della vita.
Come ha ricordato il Vescovo Orazio nel suo saluto iniziale: “dalla musica dobbiamo imparare il metodo, che seppur fatto di armonie diverse, toni gravi e acuti, ci serve per vivere e apprezzare la vita e con grande volontà, proprio attraverso la musica possiamo sentire la vita e amarla in ogni sua forma”.
Una giornata, quella del 5 febbraio, che ha visto in diverse parrocchie d’Italia e della nostra Diocesi, vendere primule come segno di amore per la vita e per sostenere le associazioni cattoliche che tanto anche nel nostro territorio diocesano fanno per aiutare chi invece vorrebbe spegnere la speranza alla vita.
“Con la musica, ha concluso il Vescovo, la strada della vita seppur nella diversità, trova nel cuore la capacità di armonizzare le differenze ed esprimere tutta la sua bellezza.
Ecco perché Io credo che anche questo segno, anche quest’anno, possa dare a noi in questa giornata gioia al cuore e amore per la vita”
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Il Vescovo Orazio Francesco alle ore 16.00, presiederà la Celebrazione Eucaristica presso la Basilica Santuario Santa Maria della Quercia in Viterbo. La liturgia sarà animata dalle associazioni di Volontariato. La giornata del malato è promossa dall’Ufficio Diocesano di Pastorale della salute in collaborazione con l’Unitalsi Sottosezione di Viterbo e l’Associazione Medici Cattolici Italiani.
La celebrazione della XXXI Giornata Mondiale del Malato, che ricorre l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità.
Nel suo messaggio per questa giornata papa Francesco ricorda che: “La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono, se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione. Quando si cammina insieme, è normale che qualcuno si senta male, debba fermarsi per la stanchezza o per qualche incidente di percorso. È lì, in quei momenti, che si vede come stiamo camminando. [……] Perciò, in questa XXXI Giornata Mondiale del Malato, nel pieno di un percorso sinodale, vi invito a riflettere sul fatto che proprio attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia possiamo imparare a camminare insieme secondo lo stile di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza”.
“La Giornata Mondiale del Malato, – ricorda ancora il papa – non invita soltanto alla preghiera e alla prossimità verso i sofferenti; essa, nello stesso tempo, mira a sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la società civile a un nuovo modo di avanzare insieme”.

MORTE DI DON AGOSTINO BALLAROTTO
Il ricordo della diocesi nelle parole del Vicario Generale
Aveva compiuto 90 anni nell’ottobre scorso e ieri, 5 febbraio, all’Ospedale Belcolle di Viterbo, don Agostino Ballarotto ha concluso la sua lunga esistenza, spesa interamente a servizio della Chiesa nei suoi 67 anni di sacerdozio.
Era nato a Montefiascone il 13 ottobre del 1932. Dopo gli studi e la formazione al Seminario Barbarigo e al Regionale de La Quercia, era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1956 da Mons. Luigi Boccadoro.
Nei suoi primi anni di ministero era stato a Piansano, Marta, Grotte di Castro. Poi nell’ottobre del 1954 venne nominato Canonico Coadiutore del Capitolo Cattedrale di Montefiascone. Il 1 novembre del 1968 ecco la nomina a Decano Parroco della Cattedrale di Montefiascone, servizio che porterà avanti per 44 anni, fino al 07 ottobre 2012. A dicembre dello stesso anno il Vescovo lo nominò Canonico Penitenziere. Don Agostino fu anche docente di Religione presso l’Istituto Magistrale delle Benedettine a Montefiascone e docente di Teologia Pastorale nel Seminario Diocesano.
Don Agostino è stato l’uomo e il prete del sorriso, positivo e pieno di entusiasmo, intelligente e capace, e, nel contempo, umile e modesto. Dice il Libro del Siracide che “segno di buon cuore è un volto sereno” (Sir 13,26). E quello di Don Agostino è stato veramente un cuore buono, un cuore dove tutti hanno trovato sempre accoglienza, comprensione, aiuto.
Per generazioni di montefiasconesi è stato punto di riferimento indiscusso, amato e stimato, che – anche attraverso la puntuale pubblicazione del mensile parrocchiale “La Voce” di cui è stato Direttore per 50 anni – ha saputo essere strumento di unità e coesione sociale, contribuendo alla crescita dell’intera comunità di Montefiascone.
Nel Presbiterio non ha fatto mai mancare la sua presenza bella e propositiva. Sempre in comunione con i Vescovi che si sono succeduti e con gli altri confratelli. Attendo alla promozione e alla cura delle vocazioni, durante i suoi anni di ministero diversi sono stati i giovani della Parrocchia di Santa Margherita che lui ha accompagnato verso il sacerdozio.
Dopo il suo pensionamento era rimasto a Montefiascone e si era ritirato nel Monastero delle Benedettine, dove – accudito con amore dalle Monache, dalla badante e dai suoi familiari– ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con grande serenità, continuando, finché le forze glielo hanno consentito, a prestare il suo servizio come Cappellano del Monastero e Canonico Penitenziere in Concattedrale.
La nostra Diocesi dice grazie al Signore che per tanti anni ha fatto dono alla nostra Chiesa di un prete così ed implora il Padrone della messe perché preti come Don Agostino non ci manchino mai.
La salma di Don Agostino verrà esposta oggi pomeriggio nella Concattedrale di Santa Margherita, dove il Vescovo Orazio Francesco presiederà la celebrazione delle Esequie domani alle ore 15.00.
Don Luigi Fabbri
Vicario Generale