Sui passi di San Paolo: il pellegrinaggio del clero diocesano in Grecia

Dal 30 giugno al 5 luglio, il clero diocesano, guidato dal nostro Vescovo Orazio Francesco, ha vissuto un intenso pellegrinaggio in Grecia, sui passi di San Paolo, ripercorrendo le tappe storiche di Filippi, Salonicco, Atene, Corinto, le Meteore, il Monte Athos…
Il viaggio, nato per rinnovare la fraternità presbiterale e la formazione dei nostri sacerdoti, è stato organizzato dal Servizio Diocesano per la Formazione Permanente del Clero in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale del Turismo, Feste e Pellegrinaggi.

 

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VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: 26 e 27 luglio

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV PER LA VI GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

[Festa dei Santi Gioacchino ed Anna, 26 luglio 2026]

Io invece non ti dimenticherò mai (Is 49,15)

Cari fratelli e sorelle,

per bocca del profeta Isaia il Signore promette che non si dimenticherà mai di nessuno di noi. Ci assicura che i nostri volti li porta disegnati sulle palme delle sue mani (cfr Is 49,16) e che il suo amore è più grande di quello di una madre per suo figlio (cfr Is 49,15). Il profeta ci lascia intravedere un dialogo intimo e serrato nel quale Dio si rivolge a ciascuno e al popolo stesso dandogli del “tu”. Anche oggi possiamo leggere queste parole riferite a ciascuno di noi, e ognuno può sentire quel “Non ti dimenticherò mai” rivolto a sé.

Sono parole che riempiono di consolazione e di fiducia. Esse sono la risposta a un angoscioso sentimento che agita il cuore: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato» (Is 49,14). Quante volte nella Sacra Scrittura, in particolare nei Salmi, la preghiera nasce dallo smarrimento di chi ha l’impressione che la propria vita non rivesta interesse per nessuno e venga trascurata! La dolorosa sensazione di essere dimenticati accomuna purtroppo molte persone, e tra queste non poche sono anziane.

L’amore di Dio, che invece non dimentica nessuno, si offre come atto di giustizia e risposta all’anonimato, nel quale troppo spesso la vita umana finisce per smarrirsi. Sopra le esistenze di molti anziani, in particolare, sembra essere disteso un velo che sfuma i tratti dei volti e ammanta di oblio. È quello che accade nelle case dove regna la solitudine, e anche in quei luoghi di ricovero dove la singolarità di ogni persona rischia di essere ridotta al numero del suo letto o alla sua patologia.

La celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani è un’opportunità per riscoprire che la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti e che ad ogni età è sempre possibile scoprirsi figli e figlie di Dio. Questa Giornata sia dunque uno stimolo per tutti, in particolare per i più giovani, a riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita. Portate loro, con questo messaggio e la vostra presenza, la vicinanza e l’affetto del Papa. Fate in modo che le parole del profeta “Io invece non ti dimenticherò mai” prendano la forma di un tenero e affettuoso incontro. «In un’epoca che tende a velocizzare e frammentare, la carne umana continua a chiedere di essere curata e riconosciuta da mani capaci di tenerezza, da menti attente e da parole buone. La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità» (Lett. enc. Magnifica humanitas, 239).

La Chiesa conosce la sofferenza dei suoi figli più anziani, sa bene che troppo spesso si guarda a loro con pregiudizio e li si considera un peso; è consapevole che un’economia incentrata sul profitto indebolisce i legami familiari; sa che molti anziani vengono lasciati dai figli costretti a migrare o, in alcuni casi, a combattere in guerra. Per ognuno di questi motivi, è lieta di annunciare la promessa del Signore: “Io invece non ti dimenticherò mai!”.

È dolce, ad ogni età, ma specialmente quando non si è più giovani, scoprire, come disse il Beato Giovanni Paolo I, che siamo destinatari «da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. È papà; più ancora è madre» (Angelus, 10 settembre 1978). Anche se non viene spontaneo pensare così, la verità è che nemmeno da vecchi cessiamo di essere figli e figlie, e perciò resta valido, ogni giorno, l’invito a tornare tra le braccia di Dio, il cui amore è paterno e materno insieme.

La scoperta della tenerezza di Dio, per molti, avviene nel corso dell’esistenza, talvolta proprio nell’ultimo tratto della vita. Sempre più spesso, infatti, a differenza del passato, è possibile diventare anziani senza aver avuto una reale esperienza di fede. L’età avanzata, in questo caso, a partire dalle domande che in questa stagione della vita con più urgenza ci si pone, può divenire il tempo opportuno per iniziare o riprendere una vita spirituale. In questo nuovo cammino si può riconoscere che Dio, come dice Sant’Agostino, «è madre perché riscalda, perché nutre, perché allatta, perché custodisce» (Commento al Salmo 26, II, 18). È una consapevolezza che aiuta a non provare vergogna della fragilità che emerge e anche a comprendere che tutti, sempre, siamo bisognosi gli uni degli altri e mendicanti di attenzione e di cura. A Dio, che si fa prossimo e che impariamo a riconoscere nella sua tenerezza, possiamo ora rivolgerci con fiducia filiale nella preghiera. Non è mai troppo tardi per iniziare a rivolgersi a Lui. Può essere un grande dono per tutti.

Cari anziani e anziane, Papa Francesco parlava di voi come di un “nuovo popolo” (Catechesi, 23 febbraio 2022), in quanto il numero di persone avanti con l’età non è mai stato così alto nella storia umana. È allora quanto mai importante con voi, “nuovo popolo”, riflettere su quale possa essere la nostra vocazione quando la fragilità, compagna dell’uomo fin dalla nascita, sembra prendere il sopravvento. Mi sento di dirvi: non abbiate paura della fragilità! Proprio questa debolezza cela in sé una nuova potenzialità che illumina anche le altre età della vita. Infatti, quando è accettata e riconosciuta, la fragilità «apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umano è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera» (Incontro con la comunità algerina, Basilica di Nostra Signora d’Africa, Algeri, 13 aprile 2026).

È così che possiamo vivere da cristiani il tempo della vecchiaia: “fragili” ma allo stesso tempo “chiamati”. Un uomo e una donna possono, infatti, rinascere da vecchi (cfr. Gv 3,4- 6) ed esclamare, con il profeta: «Nella conversione e nella calma sta la nostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la nostra forza» (Is 30,15). Una forza che può diventare invito a non ricorrere alle vie dell’arroganza e della potenza per garantire la convivenza umana, ma alle vie della riconciliazione e della pace vera. In questo tempo, segnato in maniera così dura dalla violenza bellica e sociale, molti si interrogano su come sarà il mondo nel quale cresceranno i propri nipoti. Vi esorto, carissimi, ad unirvi a me nel pregare con insistenza perché giunga presto la pace nel mondo intero.

Sorelle e fratelli anziani, vi ringrazio perché mi sostenete ogni giorno con le vostre preghiere, specialmente quando recitate il santo Rosario. Ricambio di cuore e vi lascio questo augurio: il Signore ci rinnovi sempre nella fede, nella speranza e nella carità, Lui che mai si dimentica di noi!

Dal Vaticano, 15 giugno 2026

LEONE PP. XIV

Indicazioni Pastorali VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani




Il Card. Fortunato Frezza, originario della nostra diocesi, ha festeggiato con la comunità diocesana il suo 60 anniversario di Ordinazione

Questo pomeriggio, presso la Basilica della Madonna della Quercia, il cardinal Fortunato Frezza, originario della nostra diocesi, ha festeggiato con la comunità diocesana il suo 60 anniversario di Ordinazione Sacerdotale. Un momento di festa reso ancora più bello dalla presenza del nostro Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, dall’Arcivescovo Fabio Fabene e dal Vescovo emerito Lino Fumagalli e da sacerdoti e numerosi fedeli.

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Il Card. Pietro Parolin presiederà la Messa per la Pace al Festival dell’Ecologia Integrale

Tra gli appuntamenti più significativi della sesta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale, domenica 5 luglio si terrà la MESSA PER LA PACE, celebrata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede.

La sua presenza conferisce ulteriore valore a un momento di profonda spiritualità e riflessione, dedicato all’invocazione della Pace, della fraternità e del #dialogo tra i popoli.

In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, questa celebrazione rappresenta un’occasione per ritrovarsi insieme nella preghiera e riaffermare il valore della riconciliazione, della solidarietà e della speranza.

Il cardinale Parolin aveva già partecipato alla prima edizione del Festival, nel 2021, con la lectio magistralis “Nel Creato tutto è in relazione: ritrovare i legami”, contribuendo a delineare il percorso culturale e spirituale che continua ancora oggi.

🗓 Domenica 5 luglio 2026
🕕 Ore 18:00
📍 Cattedrale di S. Margherita – Montefiascone (VT)

Un appuntamento aperto a tutta la comunità, nel segno della Pace e dell’Ecologia Integrale.




Viterbo, il 19 giugno 2026 il IV Incontro Ecumenico dedicato al Beato Domenico Barberi

Si terrà venerdì 19 giugno 2026, alle ore 16.00, presso il Ritiro Sant’Angelo di Cura di Vetralla (VT), il **IV Incontro Ecumenico** dal titolo *“Beato Domenico Barberi: tessitore d’Europa”*, promosso dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Viterbo, dall’Associazione Amici del Beato Domenico della Madre di Dio e dall’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI).

L’iniziativa intende approfondire l’attualità della figura del Beato Domenico Barberi, religioso passionista considerato uno dei protagonisti del dialogo ecumenico del XIX secolo, e il suo contributo alla costruzione di ponti tra le diverse confessioni cristiane.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di **mons. Orazio Francesco Piazza**, vescovo di Viterbo; **Antonella Sberna**, vicepresidente del Parlamento Europeo e delegata al Dialogo Interreligioso; e di **mons. Anthony Ball** dell’Anglican Centre di Roma.

A moderare l’incontro sarà **Maurizio Di Schino**, presidente dell’UCSI Lazio.

Tre gli interventi previsti nel corso del pomeriggio. **Padre Marco Staffolani, C.P.** parlerà di *“Domenico Barberi, maestro del Dialogo perché maestro della Scrittura”*. **Padre Luciano Bella, C.O.** approfondirà il tema *“Oltre la vulnerabilità del dubbio: J.H. Newman nel passaggio al cattolicesimo e la fioritura sulla Via Oratorii”*. Infine, **Padre Paul Francis Spencer, C.P.** interverrà su *“Il Beato Domenico e San J.H. Newman”*.

L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di riflessione sul valore del dialogo tra le Chiese e sul ruolo svolto dal Beato Domenico Barberi nel favorire percorsi di incontro, comprensione reciproca e unità tra i cristiani, in una prospettiva che conserva ancora oggi una forte rilevanza per l’Europa e per la società contemporanea.




Presentato il volume dedicato al Cardinale Garampi in occasione del III centenario dalla nascita.

Ieri pomeriggio, presso la Rocca dei papi a Montefiascone, è stato presentato il libro “Giuseppe Garampi archivista, diplomatico e pastore (1725 – 1729)”, vescovo di Montefiascone e Corneto. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Viterbo in occasione del terzo centenario dalla nascita di Garampi, si è aperta con i saluti del vescovo Orazio Francesco Piazza, autore della prefazione del volume. Presenti il Cardinale Fortunato Frezza, l’Arcivescovo titolare di Montefiascone monsignor Fabio Fabene, il Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano Padre Rocco Ronzani, il parroco di Montefiascone don Marco Del Canuto. Sono intervenuti i curatori del volume Pier Paolo Piergentili e Gianni Venditti, membri del personale scientifico dell’Archivio. L’incontro è stato moderato dal professor Luciano Osbat.

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Scuola diocesana alla Ministerialità: consegnati questa mattina i diplomi

Questa mattina presso la Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi, il Vescovo Orazio Francesco Piazza ha presieduto la cerimonia di consegna degli attestati e diplomi ai numerosissimi studenti provenienti da tutta la diocesi che hanno frequentato i corsi della Scuola Diocesana alla Ministerialita’.
Presenti il direttore della scuola don Enrico Castauro e alcuni docenti e personale dell’Istituto Teologico San Pietro.

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Presentazione del progetto “Le Porte della Tuscia”: 17 giugno ore 10.30 presso il Palazzo dei Papi

“Il progetto “Porte della Tuscia” è un’iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale della Tuscia viterbese attraverso tecnologie innovative, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, conservazione e fruizione dei beni culturali sia online sia sul territorio. Il progetto ha creato una rete di monumenti e luoghi di interesse collegati da strumenti digitali immersivi, contribuendo alla promozione culturale e allo sviluppo economico e sociale del territorio.

L’evento, in programma il 17 giugno 2026 presso il Palazzo dei Papi di Viterbo, prevede una sessione di saluti istituzionali con rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e del mondo accademico e culturale.

La seconda parte della mattinata è dedicata alla presentazione del progetto e dei suoi risultati. Gli interventi approfondiranno il ruolo delle diocesi nella promozione delle attività culturali, la necessità di una rete territoriale per la tutela del patrimonio, l’impiego delle tecnologie per il monitoraggio e la conservazione attiva dei beni culturali e il racconto dell’esperienza “Porte della Tuscia” come modello di innovazione, patrimonio e territorio. Saranno inoltre illustrati gli aspetti legati alla comunicazione del progetto e all’ottimizzazione degli investimenti realizzati.

La mattinata si concluderà con uno spazio dedicato a domande e dibattito tra relatori e partecipanti.




La Diocesi inizia una collaborazione con Università di Viterbo e quella di Betlemme

Presso il Palazzo Vescovile di Viterbo, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza ha ricevuto in questi giorni il prof. Luigi Bisceglia, docente di economia dell’Università di Betlemme in Visiting presso la Tuscia grazie all’accordo Erasmus di cui è responsabile il prof. Guarini.
Durante l’incontro il Vescovo ha manifestato la volontà di iniziare una collaborazione tra la diocesi, L’università della Tuscia e quella di Betlemme per iniziative di sviluppo a Betlemme.

Si era già parlato di questo a Roma lo scorso 13 maggio durante il Workshop dal titolo: “Sviluppo Umano Integrale: come ripensare le sfide odierne”
Un progetto grande, che ha visto la partecipazione al Workshop di: Simone Bocchetta – STUDIUM, Mario Biggeri – DISEI Università di Firenze, Giulio Guarini – Università La Tuscia, Guidalberto Bormolini – Tutto è Vita, Leonardo Becchetti – Università di Tor Vergata, Simona Beretta – Università Cattolica Milano, Alfonso Apicella – Caritas Internationalis, Martina Giacomel – Dicastero Sviluppo Umano Integrale, Dolores M. Sanchez – Dicastero Sviluppo Umano Integrale, Sebastiano Nerozzi – Università Cattolica Milano, Luigi Bisceglia – Università di Betlemme, Ugo Biggeri – Europa della Global Alliance for Banking on Values (GABV), Chiara Grazini – Università La Tuscia, Marco Marchetti – Università La Sapienza, Charlie Barnao – LUMSA, Andrea Simoncini – Università di Firenze, Francesco Salustri – Università Roma Tre, Emanuela Chiang – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo VIS, Andrea Ferrannini – DISEI Università di Firenze e ARCO, Giuseppe Notarstefano – LUMSA, Luigi Reatti, DISEI Università di Firenze, Luca Lodi- DISEI Università di Firenze, Vincenzo Valori – DISEI Università di Firenze,
Adam Francescutto – DISEI Università di Firenze, Anne Rasch – Tutto è Vita, Giuseppe Dardes – Mondo di Comunità e Famiglia, Paolo Biella – Mondo di Comunità e Famiglia, Armando Pugno – Cons. Local Sviluppo locale, Elisabetta Sormani – Mondo di Comunità e Famiglia.
L’obiettivo del workshop è stato quello di promuovere le scienze sociali a servizio dello sviluppo della persona e della comunità, ponendo al centro le tre dimensioni fondative dell’essere umano: corpo, psiche e spirito.
Tale prospettiva, vicina alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, intende rinnovare le scienze sociali spogliandole dei costrutti accademici fallaci, in particolare dell’economia e del suo fallace abito di mera tecnica -incentrata sull’homo oeconomicus vs homo integralis- per riscoprire la sua vera natura delle scienze sociali, nate dalla costola dell’etica e impegnata nello studio dello sviluppo umano integrale come strumento di sviluppo civile.
Il percorso di ricerca prende avvio da un piano spirituale che illustra una visione integrale dell’uomo e del cosmo, figlia della tradizione indoeuropea. Con questa “visione del mondo” -Weltanschauung-, interiore ed esteriore, la riflessione ha per oggetto lo sviluppo umano integrale e l’economia civile capaci di affrontare le principali sfide odierne legate all’ambiente, alla finanza, all’innovazione e all’inclusione sociale.
Il workshop propone dunque un paradigma concettuale che dia anima ad una scienza sociale schiacciata dal peso di una visione individualistica e mercatistica e che vive una crisi innanzitutto di senso, nonché di capacità euristica.

Ufficio Comunicazioni Sociali




Viterbo e la Cattedrale al centro della Mostra conclusiva dei progetti finalisti Scuola estiva di formazione dei Giovani Artisti

Viterbo e la Cattedrale al centro della Mostra conclusiva dei progetti finalisti
SCUOLA ESTIVA DI FORMAZIONE DEI GIOVANI ARTISTI
«Formare allo spirito dell’arte sacra e della sacra liturgia»

LA CROCE NELLA LITURGIA: il tema di questa prima edizione promossa dalla CEI

Ieri, 10 Giugno, presso la Sala Gualterio – Palazzo dei Papi, si è tenuta l’inaugurazione della mostra alla presenza del Vescovo Orazio Francesco Piazza.
La mostra “Geometrie della Redenzione” presenta i progetti finalisti della prima edizione della Scuola Estiva di formazione per giovani artisti, dedicata al tema La Croce nella liturgia.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra la committenza ecclesiastica e i giovani artisti che desiderano formarsi allo «spirito dell’arte sacra e della sacra liturgia»
(Sacrosanctum Concilium, 127).
Promossa dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana, dal Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana, dall’Istituto di Liturgia della Pontificia Università della Santa Croce, dall’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, la Scuola ha coinvolto studenti interessati a confrontarsi con la progettazione di opere destinate al culto divino e alla devozione.
L’iniziativa in collaborazione con la Diocesi di Viterbo, ha visto presentare alla stampa i lavori a cui i partecipanti hanno lavorato alla progettazione di una croce astile processionale o di una croce con Crocifisso destinata al presbiterio della Cattedrale di San Lorenzo.
Il percorso formativo ha previsto sessioni sulla Croce nella Sacra Scrittura, nella riflessione teologica, nella liturgia e nella storia dell’arte, insieme a laboratori pratici, incontri con artisti e momenti di preghiera.
Alla presentazione della mostra e’ intervenuto il Vescovo di Viterbo Mons. Orazio Francesco Piazza, don Massimiliano Baldi Vicario episcopale per la cultura e la formazione, don Luca Franceschini Dr dell’ufficio nazionale per i beni ecclesiastici ed edilizia di culto, dott Federico Fusi per l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila insieme a Sara Dias, e due fra i tre artisti vincitori del progetto: Benedetta Luciani e Valerio Pacini.

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