FESTA DI SANTA CHIARA il Vescovo Orazio Francesco presiede l’Eucaristia al Monastero delle Clarisse di Farnese

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Una celebrazione intensa e partecipata quella vissuta nella serata dell’11 agosto a Farnese presso il Monastero delle Clarisse.

Il Vescovo nell’omelia ha tracciato la figura di Santa Chiara, la cui vita era radicata profondamente e innestata nel Signore.
“Rimanete nel mio amore”. Ricordava il Vangelo odierno. E proprio da questa espressione del Vangelo, il Vescovo ha invitato tutti “a imitare Santa Chiara, ma anche a ravvivare il senso profondo nella fede e del cuore partendo da un aspetto profondo dell’esistenza del vivere: la Povertà dell’io, che per il Vescovo deve assumere la connotazione della trasparenza del cuore, cioè dello spogliarsi delle vanità e riempirsi del suo amore.
“Davanti a un mondo patologico – ha sottolineato il Vescovo – c’è bisogno di purificazione, perché tutti rischiamo di rimanere inquinati dalle sollecitazioni del mondo”.
Il vescovo ha poi lasciato tre provocazioni profonde su cui poter verificare nel cuore il nostro rimanere nel suo amore:
1. Ricercare la povertà dello sguardo, cioè la bellezza della verità nello sguardo. Lo sguardo e gli occhi rivelano il cuore.
2. Ricercare la povertà della parola. Spesso le parole – ha ricordato il Vescovo feriscono più dello sguardo. Occorre lealtà nel parlare.
3. Ricercare la povertà dei pensieri. spesso i pensieri attanagliano e impediscono di costruire relazioni autentiche e di vivere nella speranza. Spesso i pensieri diventano “siepe” che può soffocare il cuore.
“Nella dimensione fraterna, ricorda il Vescovo, dobbiamo trovare tutti, sull’esempio di Santa Chiara, la purificazione del cuore. Nessuna relazione raggiunge Dio se non passa attraverso la purificazione del nostro io”.